Qualche parola per Carmen

Carmen è affascinante, sleale, volubile, capricciosa, meschina, ilare, intricata, egoista, esagerata. Ci siamo incontrati un dieci di febbraio di qualche tempo fa, ognuno con una copia del racconto di Prospero Mérimée tra le mani e ne è scaturito un progetto che ci ha condotti fino alle tavole di un palcoscenico: un percorso di conoscenza di noi, di Carmen, di ciò che è umano. Ci siamo addentrati nell’ormai arcaico mondo della fantasia dell’autore francese e ci siamo lasciati cullare dalle sue parole, tali, quali. La Carmen che presenteremo il prossimo dieci di febbraio è fatta di miriadi di sfaccettature: profili che si riflettono e si rispecchiano come nei cristalli luccicanti. Carmen non è assimilabile ad alcun modello, si mostra, si offre, è, non è, e la si riconosce soltanto attraverso i suoi desideri di Libertà, d’Amore e di Morte, attraverso il filtro della nostra immedesimazione. Una creatura senza tempo che riscuote ammiccamenti, sorrisi accondiscendenti o profonda avversione da sempre. Al giorno d’oggi, in special modo.

M.F.

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