Una Carmen inedita in chiave flamenca

L’Accademia del flamenco di Padova promuove una nuova versione del mito della sigaraia

Carmen fu inventata un giorno del 1845 dal romantico e solitario scrittore francese Prosper Mérimée. Il racconto non ebbe fortuna fino a quando Georges Bizet, trent’anni più tardi,  ne fece una trasposizione operistica, destinata a riscuotere un successo senza precedenti. Per ironia del destino, Mérimée non seppe mai del mito in cui si convertì la sua scaltra creatura e Carmen divenne la sigaraia di Bizet, femme fatale che tradisce don José e che s’invaghisce del torero Escamillo. Una pluralità di versioni operistiche, cinematografiche, teatrali o coreiche si sono susseguite dall’inizio del XX secolo ad oggi, dalla parodia burlesca con Charlie Chaplin, all’opera di Franco Zeffirelli, al film di Francesco Rosi o alla Carmen Story di Carlos Saura, ai balletti di Roland Petit o di Alicia Alonso. Carmen seduce ancor oggi: zingara ribelle, donna mondana, giovane predatrice, signora corteggiata che si prende gioco di tutto e di tutti. Carmen non è assimilabile ad alcun modello, si mostra, si offre, è, non è, e la si riconosce soltanto attraverso i suoi desideri di Libertà, d’Amore e di Morte, attraverso il filtro della nostra immedesimazione. Una creatura senza tempo che riscuote ammiccamenti, sorrisi accondiscendenti o profonda avversione da sempre.

L’astuta, sensuale, ilare, bugiarda, volubile, capricciosa eroina è la protagonista di Carmen Ballet flamenco, a cura della compagnia di venti ballerini diretta da Manuela Faccon, danzatrice, coreografa, insegnante e fondatrice dell’Accademia “Faralá” di Padova, scuola che opera sul territorio da oltre un decennio per la diffusione del flamenco. Lo spettacolo ripropone fedelmente la narrazione di Mérimée, riprendendone passo a passo i coloriti particolari e riscattandone personaggi ed episodi dimenticati da Bizet. Riappaiono i microcosmi dei postriboli e della criminalità ottocentesca del contrabbando. Ritornano la furia omicida del soldato degradato José e l’ostinato rifiuto di Carmen di appartenere a qualcosa o a qualcuno. Un picador occupa il posto del famoso torero. E si ripresentano le connotazioni fatalistiche della superstizione. Un omaggio ai luoghi d’Andalusia e ad Antonio Gades, a cui si deve la più insigne versione flamenca di Carmen.

(M.F.)

Carmen Ballet flamenco. Idea, coreografie e direzione: Manuela Faccon

Promuove: Accademia del flamenco “Faralá”, www.farala.org

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