Il caló, un dialetto di origine indostanica, variante del romanó, è la lingua apportata dai gitani stabilitisi nel sud-ovest della Spagna, già a partire dal XV secolo (secondo quanto attestano le prime testimonianze scritte). Nel corso dei secoli, il caló è andato perdendosi o si è adattato alla fonetica, morfologia e sintassi andalusa. Attualmente rimangono soltanto alcuni termini, ricorrenti nelle strofe flamenche o adottati, in minima misura, dalla lingua spagnola, soprattutto nel registro quotidiano. Ecco qualche esempio:

Calóitalianoespañol
ACAIS/SACAISocchiojos
BAESmanimanos
BAJAÑÍchitarraguitarra, sonanta
BATO/BATApadre/madrepadre/madre
CALÓ/CALÉgitanogitano
CALORRÓgitanogitano
CAMELARamare, desiderare, ingannare, sedurrequerer, desear, engañar, seducir
CANGRÍchiesaiglesia
CARCOS/CALCORROSscarpezapatos
CHABAL/CHAVÓbimbo,ragazzoniño, joven
CHACHIPÉverità,realtàverdad, realidad
CHACHO/CHACHAfratello/sorellahermano, hermana
CHUNGAMENTEmalamentemalamente
DEBEL/UNDEBELDioDios
DUCAS/DUQUELASpene, fatichepenas, fatigas
GACHÉ/GACHÓcolui che non è gitanoel queno es gitano
GARLOCHÍcuore corazón
MANGARrichiederepedir
MENGUE/BENGUEdiavolodiablo
MULÉmortemuerte
PAÑÍacquaagua
PARNÉdenarodinero
PIÑOSdentidientes
SORNAorooro
TRENAprigionecárcel