Dedichiamo questo spazio, di carattere interattivo, alle definizioni dI flamenco. Inviaci ANCHE la tua...farala@farala.org

 

 

«El flamenco es la interpretación del sentir de un ser, de un pueblo, una expresión interior. Es el sentir de ese alma, de ese espíritu, de esa carne, de esa sangre, de esa voz, que canta su amor, su alegría y su pena...».

[Il flamenco è l'interpretazione del sentimento di un essere, di un popolo, un'espressione intima. È il sentimento di questa anima, di questo spirito, di questa carne, di questo sangue, di questa voce, che canta il proprio amore, la propria allegria e la propria pena...]

(Monserrat Caballé, soprano, 1988)

   

 «El flamenco es una cultura de proyección universal... Espontáneo en su origen, se expresa entre la pena y la alegría, las canta, las baila; es la columna vertebral de una de las más antiguas culturas mediterráneas. En sus coplas a veces es críptico, a veces es misterioso, religioso, sencillo, popular, sentencioso y dramático... A mí el flamenco me produce un enorme respeto».

[Il flamenco è una cultura di proiezione universale... Spontaneo alla radice, si esprime tra la pena e l'allegria, le canta, le balla; è la colonna vertebrale di una delle più antiche culture mediterranee. Nelle sue strofe a volte è criptico, a volte è misterioso, religioso, semplice, popolare, sentenzioso e drammatico... In me, il flamenco provoca un enorme rispetto.]

(Fernando Rey, attore, 1988)

 

    «Il flamenco è un’arte che esprime attraverso la musica, il canto e la danza una moltitudine di stati d’animo, dalla gioia alla disperazione, dall’allegria alla tristezza, dalla protesta al lamento, dall’odio all’ironia...»

(da Viaggio in Spagna, © ACTA-EMME, 1998)

  

 «Il flamenco è comunione di sentimenti e sensazioni, è conoscenza di gruppo retta da un codice occulto difficilmente accessibile, ma intrinseco a colui che ne possiede l’anima. Una sguardo, un impercettibile movimento corporeo, il fruscio di un passo nel silenzio sono la chiave d’accesso ad un patrimonio umano di sapienza antica, che viene dalla notte dei tempi, dal caos primordiale, come l’ululato di un lupo nelle tenebre di una foresta primitiva, o il ruggito di un leone sotto il sole d’Africa. »

(Manuela Faccon, 2000)